BREXIT vs UE – in allarme l’esportazione verso la Gran Bretagna
10 febbraio 2017
L’export online di prodotti made in Italy vale 7,5 miliardi di euro
3 aprile 2017

Cina: il nuovo mercato in crescita per il settore vitivinicolo

I nuovi dati mostrati durante il Vinexpo  danno la previsione che la vendita di vino in Cina crescerà del 39,8% nei prossimi tre anni, portando il paese ad essere il secondo mercato vinicolo al mondo dopo gli Stati Uniti.

Durante la conferenza stampa del primo Marzo a Londra, l’amministratore delegato del Vinexpo , Guillaume Deglise, ha spiegato che, entro il 2020, le vendite del vino in Cina sorpasseranno quelle in Francia e in Gran Bretagna; con una crescita totale di 21,7 miliardi di dollari americani, ponendosi solo a un passo dal raggiungere gli Stati Uniti, con 38,6 miliardi di dollari.

Nonostante la sua grandezza complessiva, il consumo pro capite di vino in Cina si colloca solo al 36simo posto nella classifica mondiale con 1,34 litri pro capite, contro i 47,19 litri francesi.  Nel 2020 ci si aspetta che il consumo pro capite di vino in Cina crescerà fino a 1,53 litri.

Inoltre, entro il 2020, si prevede che la Cina diventerà il più grande mercato mondiale del vino non frizzante, come detto da Deglise. Si prevede che più di 94,5 milioni di casse di vino non frizzante saranno esportate in Cina entro il medesimo anno, con un incremento del 79,3%.

Il consumo del vino resta comunque indietro rispetto al consumo di superalcolici nel paese. La Cina è il consumatore mondiale più importante in volumi di bevande superalcoliche quali “Baijiu”, vodka, whisky e brandy.

Dove si posiziona l’Italia in questo panorama vinicolo orientale? La presenza di vini italiani nell’impero asiatico cinese è notevolmente aumentata negli ultimi anni, nel 2015, in particolar modo, secondo i dati ISTAT l’Italia ha esportato 90 milioni di euro di vino in Cina, con una crescita del 18% rispetto al precedente anno.  Nonostante questi progressi, per lo stivale d’Europa c’è ancora un po’ di strada da fare in quanto, nel mercato cinese, l’Italia è al quinto posto della classifica di importazione di vini in Cina. Infatti, a farla da padrona è sempre la Francia, che anche in questo caso ha aperto la strada per prima e tutt’ora se ne gode i benefici.

Diventa quindi importante per il prodotto italiano investire in questa che, nei prossimi cinque anni, sarà il centro di attrazione del mercato vinicolo mondiale, attraverso la partecipazione a fiere, la realizzazione di eventi e roadshow e una formazione sul posto, così che vengano raggiunte persone e luoghi ancora non ben conosciuti e si affini il palato locale in modo tale che venga educato al “valore” del prodotto Made in Italy.